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L'Eremo di San Galgano in Montesiepi
ALGANO Guidotti nacque nel 1148 da una nobile famiglia originaria del piccolo borgo di Chiusdino. Nato, secondo la leggenda, per intercessione dell'Arcangelo San Michele, Galgano crebbe fiero e prepotente ma, come il quasi contemporaneo San Francesco d'Assisi, sentì ben presto l'esigenza di votare la sua vita ad un ideale supremo in cui il contatto con Dio ed un'esistenza solitaria a stretto contatto con la Natura ne divennero i principi fondamentali. Narra ancora la leggenda che l'Angelo Michele, apparso in sogno a Galgano, indicò nella collina di Montesiepi il luogo esatto dove costruire la propria cella. In risposta alla richiesta della madre e della fidanzata di far ritorno in città e a seguito degli scherni di altri cavalieri, Galgano conficcò la sua spada in una roccia come segno di rinuncia alla guerra e trasformandola così in una croce su cui poter pregare. La dura vita eremitica lo portò prematuramente alla morte a 33 anni, il 3 dicembre 1181. Pochi anni dopo la sua morte, nel 1182, Galgano venne canonizzato da Papa Lucio III e su volere di Federico Barbarossa. Già nell'anno della morte erano iniziati i lavori per il 'mausoleo' che avrebbe custodito i resti del santo e la roccia con spada. La sua architettura richiama le tombe romane ed etrusche a pianta circolare e con cupola semisferica.

Nel 1220 venne aggiunto l'atrio in cotto, nel 1300 il campanile e la cappella laterale mentre la canonica fu eretta nel 1700. L'interno dell'eremo è caratterizzato dai 48 cerchi concentrici della cupola in un gioco di simmetrie circolari interrotte solo dall'abside e dalle due porte laterali a formare un simbolico triangolo con la porta principale al centro del quale è la roccia. La cappella trecentesca è decorata con una serie di affreschi attribuiti al pittore senese Ambrogio Lorenzetti vissuto nella prima metà del 1300.
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