|
San Pietro
LA magnifica chiesa di San Pietro sembra risalire all'VIII secolo nel periodo in cui Tuscania divenne parte del Patrimonio di San Pietro in Tuscia (cfr. cenni storici), per essere successivamente ricostruita nell'XI secolo in stile romanico lombardo. Dell'edificio primitivo rimangono oggi l'abside e gran parte delle navate che vennero comunque allungate nei lavori di ampliamento che culminarono nel '200 con il completamento della facciata. San Pietro sorge nel luogo in cui si trovava l'antica acropoli ed è a contatto con due torri e con il palazzo vescovile del secolo XI. Nel sagrato risalta, tra i resti di numerosi sarcofagi, l'arco d'ingresso.

La facciata a tre portali è dominata da quello maggiore realizzato da un marmorario romano e sovrastato da una loggetta con undici arcate cieche. La parte superiore, di fattura umbra, è divisa tra il grande rosone (rappresentazione, con i suoi tre cerchi concentrici, di Dio e inscritto nei simboli dei quattro evangelisti) e la raffigurazione allegorica del Bene (a sinistra) e del Male (a destra) ognuna delle quali circonda una finestra bifora. Elisabeth Caroline Hamilton Gray, in occasione di una visita a Tuscania nel 1839, descrive lo stupore provato di fronte ai rilievi della facciata:
[...] tre faccie mostruose attaccate insieme, una che ci guarda di fronte e altre due di profilo. La braccia di questo mostro sono raffigurate nell'atto di stritolare e sopprimere un serpente che si divincola.

Ancora la Hamilton Gray:
Dopo una facciata così bella e singolare, l'interno della chiesa di San Pietro ci deluse abbastanza. È molto semplice, in quanto gli affreschi che un tempo la ricoprivano sono ormai scomparsi quasi del tutto. [...] Ci sono due file di colonne [...] alcuni gradini portano all'altare maggiore, che è sormontato da un baldacchino, mentre più indietro è collocato il trono del vescovo, nella metà superiore del presbiterio, come usava in tutte le chiese cristiane più antiche.
L'interno è diviso in tre navate e con il transetto rialzato; degni di interesse sono i due cibori (XI e XIII secolo) e i resti degli affreschi nell'abside andati purtoppo perduti a seguito di un terremoto nel 1971 e di cui rimangono, seppur danneggiati, le scene della vita di San Pietro nella parte alta del presbiterio. Dalla navata di destra si accede alla cripta (XI sec.)

La cripta è a nove navate con volta a crociera e sorrette da 28 colonne e capitelli di rimpiego provenienti da edifici romani. Il suo orientamento è opposto a quello della basilica e l'altare si trova di fronte alla grande abside. Della decorazione pittorica, oltre alla Madonna in Trono nell'absidiola d'altare, si ricorda l'affresco con i Santi Patroni di Tuscania, Secondiano, Veriano e Marcelliano del '300.
|