Necropoli

IMMERSE nella campagna che circonda Tuscania, le necropoli più importanti sono scavate direttamente nelle pareti rocciose, lavorate e scolpite fino ad ottenere il monumento vero e proprio (necropoli rupestri).
Due sono le principali tipologie di tombe che possiamo ritrovare nella zona, quelle più antiche (VII-VI sec. a. C.) caratterizzate da banchi per la deposizione del feretro e quelle più recenti (IV-II sec. a. C.) in cui sono stati ritrovati numerosi sarcofagi con la tipica figura del defunto in posizione semi-sdraiata scolpiti nella pietra.
La necropoli della Peschiera è degna di nota per la Tomba del dado risalente al VI a. C.; il monumento, completamente nato dalla roccia, riproduce sia esteriormente che internamente la struttura di una tipica casa etrusca con vestibolo e camere laterali.



Tomba del Dado


Affacciata sulla valle del torrente Maschiolo troviamo ancora la necropoli di Pian di Mola con la Tomba con portico.
Più importante è quindi la necropoli di Madonna dell'Olivo per la cui visita è necessario rivolgersi agli operatori del Museo Archeologico Nazionale. La necropoli è situata a circa 2 chilometri a sud di Tuscania e presso l'omonima chiesetta.
La Grotta della Regina è senza dubbio il sito più interessante giunto sino a noi. La tomba prende il nome, secondo la storia narrata da Secondiano Campanari al momento della scoperta, dalla figura di giovane regina che venne trovata dipinta sulla parete al momento dell'apertura ma subito dopo sgretolatasi. Così ricorda George Dennis nei suoi resoconti di viaggio nella Tuscania del 1842 (per le indicazioni bibliografiche consultare la bibliografia generale del sito):

La necropoli si trova nelle ampie e profonde forre attorno Toscanella e sulle alture opposte. Nei dirupi ci sono molte tombe, non con facciate architettoniche come a Norchia o a Castel d'Asso, ma con semplici porte e gli interni presentano poca varietà camere disadorne con banchine di pietra all'intorno. La tomba più notevole si trova nei dirupi sotto la Madonna dell'Olivo, a circa un chilometro dalla città. Qui un lungo corridoio a forma di canale conduce all'interno di una vasta camera di forma irregolare, con due poderose colonne che sorreggono il soffitto e un pilastro rozzo sulla parete di dietro. Ma la particolarità della tomba consiste in un cuniculus tagliato nella roccia, largo appena quanto basta ad un uomo per potervisi infilare carponi. Questo passaggio, superata la parete su di un lato, dopo un lungo giro e parecchie diramazioni ora ostruite dalla terra franata, sbocca ad un labirinto sotterraneo in una tomba etrusca.

Le notevoli differenze con le comuni tombe ha fatto nascere l'ipotesi che il luogo non fosse destinato all'uso sepolcrale. Nelle vicinanze della necropoli di Madonna dell'Olivo troviamo il boschetto denominato il Carcarello dove all'interno di un'unica tomba furono rinveuti nel 1839 numerosi sarcofagi oggi in parte conservati presso il Museo Archeologico Nazionale. Tra tutti quelli rinvenuti, uno attirò particolarmente l'attenzione di Dennis:

Sul coperchio c'era un uomo di mezza età, un vero obesus Etruscus turgidus epulis obeso etrusco, gonfio di cibo reclinato, mezzo vestito, sul letto festivo. Il suo volto, come al solito in queste effigi sepolcrali, mostrava una individualità così precisa di carattere, che nessuno può mettere in dubbio che si tratti di un ritratto. Era una faccia davvero impressionante con una fronte imperiosa, un grande naso aquilino, una bocca che rivelava intelligenza e decisione, sebbene con qualcosa di sensuale, ed un aspetto che sprizzava dignità da tutto l'insieme e lo indicava come un rappresentante dell'aristocrazia uno dei Patres Conscripti di Tuscania. Nessuna iscrizione rivelava il nome, la stirpe o l'età. Il sarcofago mostrava nel bassorilievo l'uccisione dei figli di niobe. Ad ogni estremità si vedeva una delle divinità vendicatrici, che scagliava le frecce mortali. Al centro del gruppo c'era un uomo barbuto, in tunica e coturni, forse Tantalo il padre, ma più probabilmente Anfione il marito di Niobe e al suo fianco stava la madre, fuori di sé, in lacrime, nel tentativo di proteggere i figli con le vesti [...].

In seguito al ritrovamento di monete di età Augustea e da altri resti romani è stato possibilie far risalire il sarcofago all'epoca dell'imperatore Augusto come già aveva suggerito il Dennis. Ricordiamo in ultimo la Tomba del Sarcofago delle Amazzoni che deve il nome ad uno splendido sarcofago con scene di Amazzonomachia e le tre Tombe Curunas dal nome della aristocratica famiglia etrusca Curunas (IV-II sec. a. C.) che vi era sepolta. Tutto il corredo funerario è ora al Museo Archeologico Nazionale.


 
 
 
 
 
 
 
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  Galleria fotografica:
Necropoli della Peschiera - Tomba del Dado. Nella colonna: Pianta della Grotta della Regina, Oinochoe sul mito di Orfeo e Tombe rupestri della Necropoli Madonna dell'Olivo


Tomba della Regina

Oinochoe

Tombe Rupestri

 
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