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La Chiesa di Santa Maria in Castello
SANTA Maria in Castello sorge tra la torre detta 'di Castello', la più alta di Corneto e l'antica porta della città. La chiesa è l'edificio religioso più importante del borgo medioevale e, data la sua posizione dominante sulla vallata, è ben visibile anche dalla costa. Santa Maria in Castello fu iniziata nel 1121 e venne finanziata da un religioso di nome Giorgio, dal priore Panvino oltre che dai Consoli e da tutta la popolazione di Corneto. L'edificio venne consacrato nel 1208 alla presenza di dieci Vescovi. Nel 1566 la chiesa venne affidata ai Carmelitani ma già nel 1569 risulta sconsacrarta ed in seguito adibita a ricovero per le truppe. Nel 1819 a causa di un forte terremto crollò la cupola e solo nel 1875 il Reale Governo Italiano riconobbe Santa Maria in Castello come monumento nazionale.

L'esterno della chiesa si rifà ai canoni dell'architettura romanica dell'alto Lazio. La facciata è oggi rettangolare a causa della costruzione del piccolo campanile sul lato sinistro, ma l'aspetto originario è tuttora ben visibile nella tessitura della muratura con la parte centrale più alta di un terzo rispetto a quelle laterali. Il portale centrale è sormontato da una struttura arcuata a tutto sesto con sette dischi di fattura cosmatesca. Al posto del rosone è invece una finestra bifora. Le tre absidi della chiesa si possono ammirare dalla strada che sale a Corneto.

All'interno la chiesa è suddivisa in tre navate articolate in cinque campate, quella maggiore, ed in dieci, quelle minori. Tutte le navate sono coperte da volte a sezione circolare e a sezione quadrata. Come per le iscrizioni sulla facciata, anche all'interno sono presenti numerose testimonianze sulle vicende della chiesa.
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Degli otto altari di cui si è a conoscenza tramite un inventario del 1383 è oggi sopravvissuto solamente quello maggiore con ciborio sorretto da quattro colonne e risalente al 1168 ad opera dei romani Giovanni e Guittone. Il pavimento della chiesa, sebbene oggi molto rovinato, è costituito da preziosi mosaici eseguiti da maestri marmorari romani ed è ricco di iscrizioni pagane e cristiane incise su materiale di rimpiego. Il pavimento è lacunoso al centro della navata centrale dove crollò la cupola a pianta ellittica sormontata da un cupolino di influenza araba, oggi sostituita da un semplice tiburio. A metà della quarta campata maggiore di sinistra vi è un ambone del 1209 eseguito dalla mano di Giovanni figlio di Guittone su commissione del priore Angelo. Nella terza campata della navata destra è infine il fonte battesimale ad immersione e di forma ottagonale rivestito di marmi policromi. |
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