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L'Anfiteatro
A seguito della sconfitta di Veio nel 396 A. C., Sutri entrò nella sfera di influenza romana. Nel I secolo A. C. Strabone scrive di Sutri come di una delle città più importanti e floride dell'Etruria. In questi anni venne eretto l'Anfiteatro che può essere considerato il più significativo monumento della città. Costruito su pianta ellittica, l'anfiteatro era articolato in tre ordini di gradinate alle quali si poteva accedere tramite quattro vomitoria e numerose scalinate; la struttura poteva ospitare oltre 5000 spettatori ed è quindi possibile che servisse anche altre città della zona.

Dai due ingressi principali (di cui oggi ne è visibile solo uno) entravano gli spettatori. Lungo il podio ci sono dieci porte che ricordano quelle tipiche etrusche a 'T' e che immettono direttamente nel deambulacro circolare ricavato all'interno del podio. Si ignora la funzione degli otto sedili semicircolari della gradinata di mezzo e che potrebbero essere stati destinati ad importanti personalità.
Ricavata all'interno della collina, la costruzione risultava invisibile dall'esterno. Dopo la caduta dell'Impero Romano l'anfiteatro venne abbandonato e nel corso dei secoli venne utilizzato come terreno per il pascolo. Solo agli inizi del XIX secolo venne riscoperto dalla famiglia Savorelli che era la proprietaria del colle ed ebbero così inizio i lavori di dissotteramento che vennero completati solamente nel 1936.
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