Il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci

Circa un chilometro e mezzo sotto il ponte, sulla riva destra del Fiore, si estendeva l'antica città di Vulci. Occupava un pianoro non molto elevato e, tranne che dal lato del fiume, non era difeso da dirupi inaccessibili; tuttavia è la sola altura nell'ampia piana davvero adatta a sistemarvi una città. [...] La città non era molto grande - non più grande di Faesulae o di Rusellae. Il suo perimetro era di circa tre chilometri. Tuttavia nel periodo della sua più grande prosperità, deve essere stata fittamente popolata: sono le tombe a rivelare questo fatto. [...] Il nome dell'antica città è stato conservato dalla tradizione e questa località è stata conosciuta da tempo immemorabile come il Pian di Voce.

Queste le osservazioni di George Dennis riguardo Vulci nello scritto Città e Necropoli d'Etruria.
La prina notizia certa riguardo la città è contenuta nei Fasti Trionfali di Roma dove si ricorda il console Tiberio Coruncanio in occasione dei festeggiamenti per la vittoria sull'alleanza tra Vulcenti e Volsiniesi. Uleriori riferimenti sono contenuti nella Naturalis Historiae di Plinio il Vecchio.



Vulci - Antologia Forografica


Le necropoli di Vulci si estendono su un'area di oltre 800 ettari. Fra tutti gli ipogei tornati alla luce sicuramente il più celebre è la Tomba François scoperta nell'aprile del 1857 da Alessandro François e appartenuta alla famiglia Saties. La tomba è formata da sette camere di cui solamente due dipinte; i temi sono tratti dalla mitologia greca e raffigurano "il sacrificio dei prigionieri troiani di fronte al cadavere di Patroclo con Achille in persona e Aiace in veste di sacrificatori" (G. Dennis). Le altre scene sono invece ispirate dalle tradizioni etrusche. Lungo la sponda sinistra del fiume Fiora è visibile ancora il tumulo della Cuccumella; nel cuore della collinetta furono dissotterrate due torri (oggi crollate), una conica, l'altra quadrata, che sembra avessero il solo scopo di sorreggere le statue che coronavano il monumento.

Domus con criptoportico


L'espanzione di Vulci ebbe inizio intorno alla metà del VII secolo a. C. e fu il risultato di una nuova politica commerciale affiancanta da un crescente impulso all'ediliza sostenuto dalla ricca borghesia, il ceto più forte della città. Nel corso del IV secolo a. C. venne edificata la nuova cinta muraria con un caratteristico bastione di forma triangolare a difesa della porta e al cui interno era realizzato un passaggio ad Y che terminava con la porta stessa.
Il Tempio Grande (riportato alla luce nel 1959) venne edificato su di un basamento lungo 42,6 metri e largo 28; è considerato un modello di architettura etrusco-italica e conobbe diversi interventi di modifica tra il VI secolo a. C. e l'età augustea. Si ipotizza in mancanza di dati certi che il tempio possa essere collegato alla statua acefala in bronzo rinvenuta dal Campanari nel 1835 e conosciuta come la Filatrice di Prassitele (oggi nelle Antikensammlungen di Monaco di Baviera).
L'edificio in laterizio è dtabile intorno al I secolo d. C. ed è ritenuto da diversi studiosi parte di un impianto termale.
L'edificio absidato emergente ancora nel pianoro è il risultato di più fasi edilizie ed oggi si tende a riconoscervi una basilichetta cristiana tardo-antica.
Accanto al Tempio Grande è posta la Domus con Criptoportico, probabilmente residenza di un importante esponente della società vulcente tardo-repubblicana. La domus era divisa in due parti, una di servizio ed una di rappresentanza che comprendeva l'impianto termale e molti degli ambienti sotterranei. Una facciata monumentale con colonne arricchiva la costruzione. La zona termale occupa il settore nord-occidentale della domus. Al criptoportico (un ambiente nascosto e sotterraneo) si accede attraverso una rampa di scivolo nel peristilio o tramite delle scale poste nella corte rustica. Il portico è formato da un lungo corridoio voltato che prende luce da alcune aperture a bocca di lupo poste ai limti della vasca del peristilio.

Il laghetto del Pellicone
 
 
 
 
 
 
 
  Il Castello della Badia

Montalto di Castro
 
  Galleria fotografica:
L'antico tracciato stradale, la cinta muraria, l'edificio in laterizio e la domus con criptoportico; il laghetto del Pellicone.
Sotto: affresco della Tomba François, l'edificio absidato, la Tomba del Carraccio, il fiume Fiora.


Affresco della Tomba François

L'Edifico Absidato

Tomba del Carraccio

Il Fiume Fiora

La bussola

 
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