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L'isola Bisentina
DALLA Rocca di Capodimonte la vista sull'Isola Bisentina lascia senza fiato. Abitata fin dall'antichità, la Bisentina ha conservato visibili le tracce dell'occupazione etrusca e romana; nel IX secolo l'isola era il rifugio più sicuro dall'occupazione saracena e nel XIII divenne proprietà della Famiglia Bisenzio che, in seguito a contrasti con gli abitanti, abbandonarono l'isola ma solamente dopo averla messa a fuoco. Nel 1261 il Papa Urbano IV rivendicò le due isole del lago e ribbattezzò la Bisentina come Urbana ricostruendone la Rocca. Nel 1296, Bonifacio VIII strappava il territorio ad Orvieto e dopo poco più di un secolo (e a seguito di una seconda distruzione dell'isola da parte di Ludovico il Bavaro) nel 1400, iniziò il lungo periodo di proprietà della Famiglia Farnese.
Nel 1752 la Bisentina fu trasformata in un giardino dal conte Giraud e nel 1912 venne acquistata dalla principessa Beatrice Spada Potenziani che insieme al marito, il principe Giovanni Fieschi Ravaschieri, diedero una nuova vita all'isola che oggi può essere visitata con l'accompagnamento di una guida. Sbarcati si può ammirare la Chiesa rinascimentale dei Santi Giacomo e Cristoforo progettata dal Vignola e le sette piccole cappelle sparse per l'isola nell'intento di scandire le diverse tappe di un pellegrinaggio. Tra queste la più significativa è certamente il Tempietto di Santa Caterina più comunemente citato come la Rocchina ed attribuito ad Antonio da Sangallo il Giovane.
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