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Il Duomo di San Donato
LA Chiesa di San Donato in Civita sorge sull'area in cui esisteva precedentemente un tempio pagano; eretto nel VII secolo, il Duomo venne modificato nel XII secolo e ancora nel 1511 quando iniziarono i lavori di restauro della facciata (nel nuovo stile rinascimentale) condotti a più riprese fino al 1547 con l'aggiunta del portale principale in pietra e quindi dei due portali laterali donati dal canonico Andrea de Pomo. Nel timpano è situata una statua in terracotta di 75 cm raffigurante San Donato, Vescovo di Arezzo vissuto e martirizzato nel IV secolo.

L'interno del Duomo è a tre navate divise da colonne di granito e sormontate da alti archi. L'altare maggiore conserva le sculture di Michelangelo Calcioni da Foligno con scene tratte dall'Ultima Cena. Il coro fu eseguito nel 1630. Fra la porta centrale e quella laterale di destra è conservata una piccola urna marmorea con all'interno la figura di una giovane martire che conteneva le reliquie di Santa Vittoria, come è possibile leggere dalla lapide in marmo (1782) posta sopra.

L'altare centrale è dedicato a Maria SS. Liberatrice ed è legato alle vicende e alla devozione degli abitanti di Civita. Durante il terremoto del 1695, per effetto delle forti scosse sismiche, una parte dell'intonaco della parete cadde all'interno della chiesa rivelando l'antico affresco della Vergine in trono con Bambino. Gli abitanti interpretarono l'evento come un messaggio prodigioso e, quando il terremoto cessò, l'effige divenne il simbolo della grazia concessa alla città e venne celebrata come Maria Liberatrice. L'affresco rivela i tratti fondamentali della scuola di Antoniazzo Romano, molto attivo nel viterbese. La prima domenica di giugno ricorre la festa di Maria SS. Liberatrice. La nicchia dell'altare della navata destra custodisce il Crocifisso ligneo quattrocentesco di autore ignoto ma attribuito con molta probabilità ad un esponente di scuola donatelliana. Il volto del Cristo è oggetto di grande venerazione a causa della forte carica emotiva racchiusa nel suo sguardo: visto di fronte, da destra e da sinistra, il Crocifisso sembra ancora vivo, agonizzante e quindi abbandonato al sonno della morte. Si racconta che il Cristo abbia parlato ad una pia donna nel 1499 per annunciarle la fine della peste che aveva colpito la zona. Dietro l'abside sono ancora visibili i resti di affreschi risalenti al '500 e coperti in seguito alle numerose modifiche apportate all'abside per dare una più degna collocazione al Crocifisso. Sotto la mensa dell'altare della navata sinistra sono conservate le reliquie di Santa Vittoria, martirizzata sotto l'Imperatore Decio nel 251. Sulla parete destra in alto è situato l'organo costruito nel 1862 dal bagnorese Filippo Paparazzi e recentemente restaurato. Santa Vittoria fu considerata la patrona di Civita fino a quando, nell'873, venne acclamato Santo il Vescovo Ildebrando. Le reliquie del Santo sono conservate sotto la mensa dell'altare del SS. Crocifisso.

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