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Bagnoregio - Cenno storici
IL nome Bagnoregio deriva dal latino Balneum Regis (il bagno del Re) e fa riferimento ad un'antica tradizione che vorrebbe la città costruita nei pressi di una zona termale rinomata per le capacità curative delle sue acque in grado di alleviare le ferite e le piaghe di un re che vi si era immerso. L'appellativo di Bagnoregio, trasformatosi nei secoli in quello di Bagnorea, venne ripreso con un decreto del 1922 ed il borgo di Civita divenne una frazione del Comune. Il monumento ai caduti della Battaglia di Bagnorea (1867) tra le milizie pontificie ed i volontari di Garibaldi accoglie il visitatore nel Parco della Rimembranza. La Porta Albana (1586-1589) di Ippolito Scalza era inserita in un tratto di mura merlate che vennero demolite nel 1922. Sulla destra è il Tempietto di San Bonaventura. Proseguendo lungo la principale Via Roma si arriva a piazza Cavour con il Palazzo Vescovile e la Cattedrale con la Torre Campanaria. All'interno della chiesa è conservata la preziosa reliquia del Santo Braccio, realizzata con l'oro e l'argento donato dagli stessi cittadini di Bagnoregio nel 1490 che conserva al suo interno il braccio destro di San Bonaventura.

Continuando lungo il Corso Mazzini si giunge quindi al Palazzo Comunale che venne qui trasferito da Civita dopo il terremoto del 1695 e precedentemente adibito a Palazzo di Giustizia. Il palazzo si affaccia sulla Piazza Sant'Agostino con il monumento a San Bonaventura, opera di Cesare Aureli del 1896, e la Chiesa dell'Annunziata, il cui interno, in stile romanico-gotico, conserva affreschi frammentari ma di buona fattura del '300 e del '400. Il campanile a torre risale al 1735. Il convento agostiniano annesso alla chiesa venne eretto nel XIII secolo ma oggi si presenta al visitatore nella forma cinquencentesca (1528) della ricostruzione di Michele Sanmicheli. Al centro del chiostro è situato un elegante pozzo realizzato nel 1604 da Ippolito Scalza.
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