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Il borgo e le vicende storiche
IL centro medievale di Castel Sant'Elia è costruito a ridosso delle pareti di tufo che dominano la Valle Suppentonia scavate già in epoca etrusca per ricavarne delle tombe ipogee. La denominazione di 'Suppentonia' (da 'sub' e 'pentonia') potrebbe riferirsi alle cinque abbazie benedettine che abbracciavano Roma da una delle quali dipendeva il borgo. Alcune grotte abitative sono la testimonianza della presenza etrusca nel territorio; abbandonate durante il periodo romano, vennero recuperate solo in età medievale. La tradizione vuole che Papa Gregorio Magno (540-604) celebrasse una messa nella grotta di San Leonardo (chiesa rupestre al momento difficilmente raggiungibile) alla presenza della regina dei Longobardi, Teodolinda. Proprio in quel periodo il 'Castrum Sancti Heliae' accolse famiglie di pastori e contadini che assieme ai monaci del monastero benedettino diedero vita alla prima comunità del castello. Intorno alla metà del XIII secolo Castel Sant'Elia divenne un possedimento dell'Ordine di Santo Spirito in Sassia.

Rinomato come luogo salubre ed idoneo ai soggiorni dei chierici, il castello suscitò l'interesse di papa Paolo III Farnese che, nonostante i tentativi di difesa dell'Ordine di Santo Spirito, riuscì ad annetterlo al Ducato di Castro. I Farnese diedero un nuovo aspetto al paese: ampliarono la cerchia delle mura dotandola di due torrioni (intorno al 1540) e restaurarono molti dei punti danneggiati della Basilica di Sant'Elia. Intorno alla fine del 1700 giunse nel borgo il francescano Giuseppe Andrea Rodio che divenne il primo eremita del Santuario di Santa Maria ad Rupes dove morì l'11 gennaio del 1819 dopo un eremitaggio lungo quarantadue anni.

All'interno del borgo, oltrepassata la Torre d'ingresso, è visitabile la chiesa di Sant'Antonio Abate costruita su un edificio del XVI sec. che conserva tre pulpiti e affreschi settecenteschi oltre all'urna contenente i resti dei Santi Anastasio e Nonnoso. Ancora sulla strada in direzione di Nepi è situato il Palazzo Lezzani adibito oggi a sede del Comune. La Torre d'ingresso con i due stemmi dei Farnese risale agli inizi del 1900 ed è opera dell'ing. Gherardi.
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