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Il borgo e Palazzo Orsini
IL centro di Bomarzo è diviso in cinque contrade: il rione Dentro, il più antico, e quindi Borgo, Poggio, Croci e Madonna del Piano. Ogni anno tra il 24 e il 25 aprile si corre la Corsa del Palio, da poco ripristinata ma le cui origini risalgono già al 1600. Nel Centro Storico spicca Palazzo Orsini, un gioiello di architettura Rinascimentale. Alle fasi di costruzione del palazzo Orsini sono legate le vicende del Sacro Bosco di Vicino Orsini nato a Bomarzo il 4 luglio 1523. Il padre Giovanni Corrado Orsini il 29 aprile 1520 si sposò con Clarice Orsini, figlia del cardinale Franciotto. Già il 29 dicembre 1519 l'architetto e pittore senese Baldassarre Peruzzi progettava la prima ala di un nuovo palazzo, nei pressi della chiesa, e articolato in un cortile, una loggia, una scala ed altre divisioni. Per evitare le anguste vie del borgo medioevale, il Peruzzi realizzò il percorso di una nuova strada di accesso. Tra il 1521 e il 1533 sotto il castello, il palazzo e il borgo, fu acquisita una vasta area per realizzarvi un giardino terrazzato e collegato al nuovo sistema viario. Nel 1526 la nuova ala del palazzo non era ancora terminata, tanto che Giovanni Corrado Orsini prescrisse ai figli di completarla e successivamente di intervenire sulla contigua ala più antica. Uno schizzo del Peruzzi conservato alla Galleria degli Uffizi mostra la pianta del palazzo con la loggia, il cortile e la scala alla congiunzione delle due ali, quella nuova in parte realizzata e quella vecchia ancora da trasformare. Morto Giovanni Corrado Orsini il 21 settembre 1535, fu il figlio Pier Francesco, ovvero Vicino, a far terminare la nuova ala del Peruzzi. Così in corrispondenza del cortile coperto due finestre del primo piano e il portale d'ingresso al pianterreno portano inciso il nome di Vicino. Sposatosi nel 1544 con Giulia Farnese, figlia di Galeazzo, Vicino Orsini realizzò al primo piano dell'ala antica il proprio appartamento detto della 'Galleria', oggi residenza comunale, e ulteriormente ampliato dopo la scomparsa della moglie, tra il 1560 e il 1583. La loggia oggi è utilizzata come sala del consiglio. A Bomarzo sono presenti lo scultore e architetto Francesco Moschino soltanto nel 1552 e molto più tardi il figlio Simone Moschino e un gruppo di scalpellini fiorentini, tutti al servizio dell'Orsini. Il seminterrato dell'ala del Peruzzi era destinato alle cucine e ai servizi, il pianterreno ai rapporti col pubblico e alla giustizia; il primo piano e il mezzanino ad abitazione. Dopo la morte di Giulia Farnese, Vicino Orsini abitò nell'appartamento della Galleria; il pianterreno dell'ala del Peruzzi fu utilizzato dal figlio Corradino Orsini e da Margherita Sabella, mentre il primo piano fu destinato all'altro figlio Marzio Orsini e a Porzia Vitelli. Infatti intorno al 1575 la sala media al primo piano fu dipinta, forse dal viterbese Orazio Bernardo di Domenico, con un fregio contenente gli stemmi Orsini e Vitelli e vedute dei castelli dell'una e dell'altra famiglia. Nel 1564, per una loggia del palazzo, Annibal Caro fornì le istruzioni per dipingere la favola dei Giganti, forse ancora nascosta se non distrutta.

Nel 1645 Bomarzo e palazzo Orsini furono venduti al duca Ippolito Lante della Rovere, che fece realizzare il grande salone al primo piano nella cui volta, nel 1660-1661 il pittore cortonese Lorenzo Berrettini eseguì l'allegoria della Guerra e della Pace. Le porte in pietra al primo piano sono del XVII secolo; quelle del Peruzzi sono tutte al pianterreno. Nel 1836 il palazzo passò alla famiglia Borghese, alla quale si deve la saletta con le vedute dei castelli di Mugnano, Chia e Attigliano. Solo nel dopoguerra gran parte del palazzo è pervenuta al comune di Bomarzo, che utilizza per i propri uffici l'appartamento della Galleria. Il Duomo di Santa Maria Assunta conserva sotto l'altare maggiore il corpo del protettore di Bomarzo, Sant'Anselmo Vescovo. Al suo interno, nella navata di sinistra, è meta di devozione il dipinto detto della Madonna del Pozzarello la cui storia è narrata nella targa sottostante:
Il 6 marzo 1613 un cieco nato di Bomarzo recatosi a pregare innanzi a questa immagine sovrapposta ad un pozzo in località olmi ricuperò prodigiosamente la vista. a tale notizia il popolo accorse presso il simulacro di Maria che operò il miracolo ed in quell'istante apparve tutta raggiante di luce. I bomarzesi prostrati davanti alla devota immagine cantando le litanie promisero con voto solenne di venerare annualmente ogni 6 marzo con solennità la madre di Dio.

A causa del deterioramento della Chiesa del Pozzarello, dove era precedentemente custodita, la Sacra Immagine venne trasportata nel Duomo il 12 agosto del 1933 per tornare alla venerazione dei fedeli. Nella navata di destra è si può osservare un sarcofago paleocristiano che fu per lungo tempo il sepolcro di Sant'Anselmo. Sono qui riposte le reliquie dei corpi dei Santi Martiri Fedele, Diodoro, Urbano, Teodoro, Amato e Felice che furono tolte dalle Catacombe di Priscilla e donate alla Chiesa dal Cardinal Antonio Guadagni il 30 aprile del 1753.
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