Cenni storici

BOLSENA, l'antica città di Volsinii, fu una delle più importanti ed antiche città dell'Etruria; definita da Livio come "capita Etruria" divenne la più potente città-stato dopo la caduta di Tarquinia. Insediamenti palifitticoli dell'età del bronzo e del ferro sono stati rinvenuti insieme a numerosi reperti attribuibili alla cultura Villanoviana.
Una delle prime testimonianze certe risale al 392 a. C. quando i Volsinienses, approfittando di una carestia e di una pestilenza, misero in atto una serie di incursioni nel territorio che non andarono però a buon fine. Ancora nel 311 a. C. Volsinii partecipò alla guerra divampata in seguito all'assedio di Sutri e nel 294 a. C. subì la perdita di 2800 uomini in uno scontro contro il console Lucio Postumio Megello. Sconfitti ancora nel 280 a. C. i Volsinienses insieme ai Vulcientes furono comunque tra gli ultimi etruschi a sottomettersi al potere di Roma (probabilmente nella guerra del 474 a. C.).



Bolsena ed i resti della cinta muraria


Nell'89 a. C., alla fine della Guerra Sociale, Volsinii divenne municipium romano. Giungendo a Bolsena tramite la via Orvietana sono ancora visibili i resti della città romana nella zona archeologica di Poggio Moscini con l'anfiteatro del Mercatello ed il Foro suddiviso in tre navate. Si possono ancora ammirare alcune botteghe, la Casa delle Pitture, il lavatoio e la Domus con atrium. Volsinii si estendeva sulle colline digradanti verso il mare e sono tuttora accessibili i resti delle mura di cinta, larghe 2 e lunghe 4400 metri. Di notevole interesse è la presenza di lettere etrusche incise nei blocchi.Testimonianze paleocristiane sono le Catacombe di Santa Cristina e quelle di 'Gratte' (IV - V secolo d. C.). Nella seconda metà del V secolo d. C. Bolsena venne rasa al suolo dai Longobardi; all'evento seguì una migrazione dei superstiti sulla rupe che ospita oggi il quartiere medievale.



Panorama sul borgo di Bolsena


La città entrò quindi a far parte dei possedimenti della Chiesa e nel 1398, per volere di papa Bonifacio IX, passò sotto il controllo dei Mondaldeschi della Cervara e ai quali si deve la costruzione della Rocca. Nel 1263 avvenne il celebre Miracolo Eucaristico (cfr. Basilica di Santa Cristina) a cui seguì l'istituzione della festività del Corpus Domini.
Durante il Rinascimento Bolsena fu ambita da illustri uomini del periodo; al cardinale Giovanni de' Medici, futuro Leone X, si deve la costruzione della facciata della chiesa di Santa Cristina. Nel 1849 il signor Golini di Bagnoregio diede inizio agli scavi intorno alle colline boscose del borgo. La scoperta più importante si ebbe però ad opera del conte Flavio Ravizza di Orvieto che trovò nella necropoli il sepolcro intatto di due matrone etrusche (1856).

 
 
 
 
 
 
 
  La Rocca Monaldeschi ed il Museo Territoriale del Lago di Bolsena

La Basilica di Santa Cristina

Il borgo

Isola Bisentina
 
  Sito del Comune di Bolsena
Informazioni e Numeri Utili


Ospitalità

Galleria fotografica:
Bolsena vista dal lago e dal punto panoramico di Via S. Salvatore; l'antica cinta muraria.
Sotto: la Rocca Monaldeschi e la Basilica di Santa Cristina.

Bolsena - Bandiere Arancioni

Rocca Monaldeschi

I resti della cinta muraria

Basilica di Santa Cristina

La bussola

 
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